Speak I 2026

Quando la scienza diventa voce, musica e inclusione

Speak I 2026 non è solo un progetto, è una piccola rivoluzione quotidiana. Al centro c’è un dispositivo indossabile, composto da due polsini collegati a un computer o a uno smartphone, capace di trasformare i movimenti delle braccia in azioni concrete: scrivere, comunicare, suonare. Un sistema pensato per chi non può parlare o utilizzare con facilità tastiera e mouse, ma che grazie a questa tecnologia riesce a fare entrambe le cose — e anche qualcosa in più. Attraverso i movimenti rilevati dai polsini, è possibile selezionare lettere in modo rapido; un sistema di completamento automatico accelera la costruzione delle parole, che vengono poi pronunciate da una voce (text-to-speech). Non solo: il dispositivo consente anche di utilizzare mouse e tastiera per le attività quotidiane e, allo stesso tempo, di suonare uno strumento musicale, entrando a far parte di una vera band.

Al centro di tutto c’è Simone Cerotti, che rappresenta l’anima doppia del progetto: è sia il primo destinatario della tecnologia, sia uno degli studenti che contribuisce attivamente al suo sviluppo. Insieme a lui lavorano Enrico Borghi, Emanuele Pastori, Nicolas Rodrigues, Giulio Moroni e Loris Berra, un gruppo che ha scelto di mettere la tecnologia al servizio dell’inclusione, senza retorica ma con risultati concreti.
A guidarli in questo percorso sono i docenti Loris Pagani, Damiano Di Paola e Joshua Bonacina, affiancati dal professor Domenico Praticò, che segue la parte musicale e sta accompagnando i ragazzi nella costruzione di un vero e proprio spettacolo.

Il progetto ha conquistato il Primo Posto Nazionale al Premio “Francesco A. Lucchino” 2025/2026, dedicato al tema “Visioni di scienza: innovazioni per la medicina e le sfide del futuro”, ottenendo una borsa di studio di 1000 euro. Un riconoscimento che non arriva per caso: Speak I ha saputo incarnare pienamente lo spirito del premio, unendo ricerca tecnologica e dimensione umana, con la musica come ponte tra scienza e inclusione — un elemento particolarmente caro agli organizzatori.

La premiazione si è svolta l’11 aprile, alla presenza di Vincenzo Vespri, consigliere del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che nel suo intervento ha elogiato il lavoro degli studenti, degli insegnanti e della scuola, sottolineando quanto il tema dell’inclusione sia centrale. Non solo: ha indicato l’ISIS Facchinetti di Castellanza come un modello da seguire, un esempio concreto di come la scuola possa innovare mettendo al centro le persone.

Ma Speak I non si ferma qui. Grazie ai riconoscimenti ottenuti negli anni precedenti, sono stati acquistati gli strumenti musicali che oggi permettono al progetto di avere anche una dimensione artistica: è nata una band inclusiva che presto salirà sul palco per esibirsi dal vivo. Sarà il momento in cui tecnologia, musica e relazione si incontreranno davanti a un pubblico, trasformando un’idea in esperienza condivisa.
E forse è proprio questo il punto: Speak I 2026 non è un progetto finito, ma una ricerca in continua evoluzione. Un percorso in cui chi lo utilizza contribuisce a migliorarlo ogni giorno, indicando la direzione da seguire. Qui la scienza non è distante, non è astratta: è qualcosa che ascolta, si adatta, cresce insieme alle persone.
E intanto, tra una riga scritta e una nota suonata, prende forma qualcosa di semplice e potentissimo: la possibilità, per tutti, di essere parte della stessa storia.